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Storia di un cliente: riorganizzazione aziendale

Questa è la storia di un nostro cliente che stava affrontando una riorganizzazione aziendale. Un giorno ci chiama e ci chiede come potrebbe fare a riorganizzare i suoi collaboratori senza “offendere nessuno”. Doveva fare degli spostamenti ed era terrorizzato solo al pensiero di dover affrontare le reazioni che si sarebbero potute creare da chi non avrebbe accettato i ruoli e le posizioni proposte dall’alto.
Come posso dire a Tizio che è adatto a quel ruolo e Caio invece no? Come posso dire che Pippo che è qui solo da 2 anni che per me lui è adatto ad essere responsabile di reparto? Pluto, collaboratore storico ambisce a quel ruolo da anni, ma “secondo me” non è adatto!
Quante volte ci troviamo in queste situazioni? Imporre delle decisioni dall’alto senza le giuste spiegazioni spesso crea solo più danni anziché risolvere situazioni.
Quando ci troviamo in queste dinamiche la soluzione migliore è affidarsi a professionisti esterni.
Noi gli abbiamo proposto un piano di Assestment per tutti i collaboratori e Development per quelle figure che si voleva far crescere.
Abbiamo sottoposto a tutti i candidati dei questionari attitudinali, li abbiamo fatti “giocare” con il nostro metodo esperienziale utilizzando le Smart Activity su competenze che dovrebbero agire nei loro attuali ruoli o in quelli che avrebbero dovuto ricoprire. Infine li abbiamo sottoposti al colloquio di carriera e per ultimo abbiamo redatto tutti i profili quali-quantitativi che abbiamo analizzato prima con la committenza e poi con ognuno di loro.
Il risultato ottenuto è stato fantastico.
Tutti i collaboratori sono stati felici da comprendere le loro reali capacità e conoscere le loro aree di miglioramento. Nessuno si è sentito scavalcato dal collega, non compreso nel suo sforzo di essere capace e bravo.
Tutti hanno iniziato a lavorare più sereni e felici, rispettando i ruoli di tutti i colleghi e hanno richiesto un piano formativo per migliorare loro stessi.
Noi siamo super felici di poter aiutare concretamente le persone a migliorarsi ed essere soddisfatte di loro stessi.

La comunicazione interna

Spesso i nostri clienti ci contattano dicendo che i loro collaboratori non si parlano più, non riescono a trovare un accordo, che i reparti non comuicano tra di loro e questo genera problematiche sullo svolgimento del lavoro, che alla macchinetta del caffè nascono i gossip e via dicendo.
Il risultato è che in questo modo non si genera valore, non si cresce! In più stanno tutti male e non sono felici e alla prima occasione se ne vanno.

Ecco perché è meglio intervenire prima che si arrivi a questo punto.
Che tipo di intervento ci vuole?? Un corso di COMUNICAZIONE EFFICACE.
Attenzione però! Il corso fornisce gli strumenti e la consapevolezza, poi va messo in pratica, tutti i giorni.

Svolgere un percorso legato alla COMUNICAZIONE EFFICACE vuole dire fare un grandissimo lavoro su se stessi ed affrontare argomenti legati alla comprensione dei punti di vista, la percezione dell’altro, i pregiudizi che ci limitano. Osservare i comportamenti non verbali e i paraverbali, i comportamenti aggrssivi. Effettuare ascolto attivo e utilizzare la comunicazione emotiva. Affrontare il tema dei valori personali come misura relazionale.

Contattaci per saperne di più.

Learning agility

La learning agility è considerata una delle competenze più importanti dei manager moderni.
Essa comporta la capacità di adattamento rapido al mutare degli eventi, ma non solo in termini di flessibilità adattiva, ma anche in termini di “cavalcare” in modo proattivo l’onda del cambiamento, diventandone quasi promotori, innovatori e ricercatori.

La learning agility comporta anche l’attivazione di competenze a volte silenti, a cui ricorriamo quando dobbiamo attivare una notevole resilienza. Serve ad allenare queste capacità rendendole fruibili quando lo riteniamo necessario e utile.

Negoziazione

Nello scenario attuale, chi negozia deve avere quelle conoscenze che gli permettono di essere percepito come un professionista in grado di padroneggiare le regole del gioco negoziale.

“La Negoziazione” è il seminario ideato con la finalità di migliorare in maniera tangibile la capacità di mediare tra le attese e le esigenze anche conflittuali, per conseguire al meglio gli obiettivi prefissati. Le tecniche esposte nel seminario riguardano situazioni di tutti i giorni di negoziazione con l’esterno.

Incentive

“La partenza di un viaggio”

Accanto all’attività ludica e rilassante del viaggio incentivante, Silca, insieme ad In Action Training, propone momenti di condivisione in cui i partecipanti, attraverso attività fortemente ingaggianti, possano prendere consapevolezza dell’importanza di cooperare, condividere e di comunicare fra di loro anche nella quotidianità lavorativa, per arrivare ad una miglior performance professionale in un clima di benessere.

Durante un viaggio incentive, grazie all’organizzazione di giochi e attività divertenti in cui i partecipanti si immergono condividendo bei momenti e relazionandosi in modo spontaneo e giocoso, si ha modo di attivare le proprie competenze individuali e di team attraverso metafore ludiche estremamente coinvolgenti, per cogliere stimoli di cambiamento e opportunità di crescita.

L’incentive è da considerarsi come “la partenza di un viaggio” di crescita e di sviluppo di competenze che, potenzialmente, ha la possibilità continuare in azienda con una “formazione costante” attraverso altri moduli distribuiti in un arco temporale stabilito. Durante questo percorso di crescita individuale e aziendale, le attività svolte vengono ideate e personalizzate appositamente sulle esigenze e richieste dell’azienda con la finalità di raggiungere gli obiettivi precedentemente riconosciuti e concordati insieme.

Con questi presupposti Silca insieme ad In Action Training ha strutturato la proposta rivolta a TL sas, in occasione del raggiungimento dei 30 anni di attività.

Destinazione: Lampedusa

Attività 1: Alla scoperta dell’isola

Descrizione: Safari fotografico

Obiettivo: catturare più immagini possibili di quelli che sono i valori importanti per i partecipanti.

Attività 2: La storia di TL

Descrizione: Composizione di una canzone che racconti l’avventura fotografica e, allo stesso tempo, anche la vita in azienda

Obiettivo: essere in grado di fissare dei momenti di “valore” utili all’esperienza del singolo e del gruppo

Parole chiave: Fiducia, Reciprocità di stima, Aiuto, Condivisione, Sentirsi una squadra, Coraggio, Proattività, Resilienza.

È stato entusiasmante affiancare TL sas dall’ideazione del progetto incentive fino alla sua conclusione. Ogni scelta fatta è andata nella direzione di creare un’esperienza ad hoc per l’azienda (dalla scelta della destinazione fino alla personalizzazione dei gadget con un logo celebrativo di questo importante compleanno).

 

Dicono sul progetto

Un evento stupendo all’insegna della condivisione, della consapevolezza e della gioia di stare insieme.

(Marinella, team In Action Trainig)

Cambia il mondo e cambia il manager

Lo abbiamo sentito dire tante volte, ma mai come oggi ai nostri manager viene chiesto di “avere la sfera di cristallo” per anticipare  scelte, visioni e risultati.

Ovviamente la sfera di cristallo non l’abbiamo, ma sicuramente si può fare molto per allenare la mente ad essere rapida nel cogliere segnali spesso ignorati, nel vedere in informazioni apparentemente inutili idee e soluzioni out of the box.

Si parla  di pensiero prospettico, quello che viene attivato dalle due parti del cervello, quello emotivo-creativo e quello razionale-cognitivo. Imparare ad ascoltarli ed usarli entrambi, con consapevolezza e lucidità, riconoscere i propri stati emotivi e come questi influenzano le capacità creative; attivare il pensiero creativo per immaginare scenari nuovi  e soluzioni di successo in situazioni instabili.

Si parla di pensiero sistemico , quello che ci consente di non perdere di vista i molteplici fattori che influenzano i nostri risultati, mantenendo alta l’attenzione su tutte le variabili.

Il pensiero strategico può essere considerato la somma degli altri due, traducendo in obiettivi e risultati la parte prospettica e quella sistemica. La nuova competenza che oggi viene chiesta ai nostri manager è la cosiddetta “learning agility”, ovvero la capacità di apprendere velocemente dall’esperienza per migliorare le performance future proprie e dei propri collaboratori. 

Non perdetevi il nostro percorso formativo sul pensiero strategico, vi sorprenderete di cosa può fare la vostra mente! 

Il venditore challenger, un nuovo modo di sfidare il mercato

Quando lavori nelle vendite capita spesso di domandarsi “Cosa potrei fare di più?”: più visite, più contatti, più prodotti, ma raramente ti chiedi “Cosa potrei fare di diverso?”
Capita anche a noi quando entriamo in relazione con nuovi clienti di doverci “inventare” qualcosa di nuovo.

Così, qualche tempo fa, abbiamo fatto della formazione al nostro interno e abbiamo scoperto “il venditore sfidante”. 

La storia ha visto varie tipologie di venditore: dal tecnico al problem solver, dall’aggressivo al consulente. Ma ci sentiamo di affermare che ormai questi modelli non vanno bene più. Il loro posto è stato preso dal  venditore “sfidante” che ha in sé molte delle caratteristiche degli altri e agisce soprattutto attraverso tre importanti comportamenti riassumibili nella formula “teach, taylor and take control”:

  • è preparato abbastanza da essere un interlocutore affidabile e credibile per i propri clienti, riesce a portare il cliente oltre la propria visione, innovando sulle aspettative e portando il cliente fuori dalla propria zona di comfort;
  • ha sviluppato capacità e competenze di analisi dei bisogni, tecnica delle domande, ascolto ed empatia per poter costruire una risposta su misura per il cliente,
  • ma soprattutto è coraggioso, visionario, intraprendente e sa gestire la relazione senza far sì che il cliente guidi la trattativa, ma ne mantiene sempre il controllo con abilità e destrezza.

Il venditore sfidante arriva oggi a performare 4,5 volte in più degli altri tipi di venditori.

Sei un venditore e vuoi migliorare le tue tecniche? Hai un’azienda e vuoi che il tuo reparto vendite dia sempre il massimo? Chiedici informazioni sul nostro percorso, saremo felici di proporti qualcosa su misura alle tue esigenze!

 

Grandi o piccole imprese: come cambiano le relazioni?

In qualsiasi lavoro c’è una caratteristica che ci mette tutti davanti a un obbligo: relazionarsi con altre persone. Che siano i superiori, i colleghi, i fornitori, i clienti, non cambia la realtà quotidiana con cui ci dobbiamo confrontare.

E poco importa l’umore con cui ci siamo alzati, il nostro carattere, la voglia di fare di testa propria o la continua ricerca di entrare in sintonia con gli altri: le relazioni lavorative seguono logiche e regole che è importante imparare a conoscere. Ovviamente all’interno di ogni azienda alcuni comportamenti possono essere più o meno codificati, radicati e formalizzati.

In questo articolo vogliamo focalizzare l’attenzione su un aspetto particolare, ovvero come vengono gestite le relazioni nelle grandi e nelle piccole aziende. Si tratta infatti di due contesti profondamente diversi in cui le gerarchie e i rapporti tra colleghi funzionano diversamente e in cui il numero stesso di persone con cui ci si confronta varia notevolmente.

Come coach ci approcciamo a contesti diversi con strumenti e strategie diverse. La grande impresa infatti racchiude in sé business unit diverse: per esempio la produzione, la progettazione, il marketing, il personale. In aziende così strutturare il rischio è quello di lavorare a compartimenti stagni, senza sapere cosa succede nella stanza accanto e di muoversi un po’ a tentoni quando bisogna rivolgersi ad un’altra area per risolvere un problema.
In questi casi sono fondamentali le capacità dei manager e dei capi area che – presumibilmente – fanno da punto di contatto fra strutture verticali e orizzontali. Pensiamo addirittura alle multinazionali,  dove il “capo” è più un miraggio che una persona reale.

Molto molto diversa una piccola impresa, magari anche a conduzione famigliare! In una struttura così succede di dover saper fare di tutto un po’, saper ricoprire più ruoli in una giornata, di relazionarsi direttamente e quotidianamente con il “capo” che magari lavora braccio a braccio con i dipendenti. Risulta più facile in questi casi sapere chi fa cosa, buone relazioni possono favorire un clima di lavoro migliore, ma è anche vero che basta una persona poco integrata e poco collaborativa per incrinare il sistema.

È chiaro che un lavoro di team building in questi due contesti debba partire da basi differenti e avere obiettivi specifici rispetto alle necessità.

Un’attività che favorisca la conoscenza reciproca sarà adatta alle business units di una grande impresa, mentre per i dipendenti di una piccola azienda sarà più utile un’attività che faccia emergere nodi difficili da esprime nel quotidiano.

In Sil.Ca. siamo in grado di definire insieme gli obiettivi e costruire soluzioni mirate che rispondano nel modo migliore alle esigenze della vostra realtà. Da una o più giornate di formazione è necessario uscire con la certezza di aver investito bene le due risorse più importanti nel mondo del lavoro: tempo e soldi. E questo vale sia per le grandi che per le piccole imprese!

Colloquio di lavoro: 5 regole per affrontarlo

Giovani alla prima esperienza fuori dalla scuola? Professionisti decisi a cambiare lavoro? Lavoratori al momento disoccupati in cerca di una nuova occupazione?
Qualsiasi sia la vostra situazione, è necessario arrivare ai colloqui di lavori preparati e motivati. Non ci sono ricette magiche perchè ogni colloquio, ogni contesto e ogni persona sono diversi. Ma possiamo darvi 5 consigli che vi aiuteranno ad affrontarlo.

1) Dire e scrivere sempre nel curriculum la verità. Esagerare, o peggio inventare, competenze ed esperienze è un errore grave che non porta lontano. È giusto invece non minimizzare le proprie capacità, valorizzare i titoli di studio ed esaltare i punti di forza che vi contraddistinguono.

2) Controllare bene l’annuncio e non arrivare impreparati. È possibile che abbiate competenze in più rispetto a quelle richieste o che, al contrario, vi manchi un requisito fra quelli elencati. Per questo è necessario arrivare preparati rispetto alle esigenze del potenziale datore di lavoro. Per esempio, non conoscete perfettamente una lingua straniera richiesta? Dimostrate di aver voglia di imparare e di essere disponibili a colmare velocemente la lacuna.

3) Tranquilli, ma motivati. L’ansia può fare brutti scherzi, ma è assoltamente normale sentirsi un po’ nervosi. Anche in questo caso non ci sono trucchi magici: arrivate preparate e siate voi stessi, sono gli unici consigli validi. Una piccola dose di agitazione dimostrerà invece che ci tenete al lavoro proposto.

4) Ascoltare e rispondere in modo chiaro. Vietato interrompere! Ascoltate attentamente domande e commenti del vostro interlocutore sia per educazione (ovviamente!), ma soprattutto per essere pronti a rispondere in modo chiaro e nel merito.

5) Scegliere l’abbigliamento più adatto. Ovviamente un colloquio è fatto anche di prime impressioni e quindi la cura personale è fondamentale. Scegliete un abbigliamento curato, sobrio e adeguato al contesto.

E poi in bocca al lupo!

In Sil.Ca possiamo aiutarvi, contattateci!

Presentare e presentarsi: un’arte che si impara

Essere efficaci, stare nei tempi, non annoiare, arrivare al punto. Già solo a dirle, queste “regole”, possono sembrare insormontabili.
Ma pensateci. Dopo aver costruito un solido percorso di studi, aver curato nei dettagli il curriculum e aver ottenuto l’agognato colloquio, si può cadere sull’incapacità di focalizzare in poco tempo i propri punti forti?
O dopo aver lavorato mesi a una presentazione, ci si può trovare a sforare drammaticamente i tempi di fronte a capi e clienti in riunione?

La risposta ovviamente è no! E se non avete doti oratorie innate, non preoccupatevi.
L’arte di presentarsi e presentare si può imparare con ottimi risultati. Proprio per questo in Sil.Ca sono attivi due corsi specifici: “Standing presentation e public speaking” e “Preparare presentazioni efficaci”.

Standing presentation e public speaking

Il corso è rivolto a chi, con continuità o sporadicamente, deve fare presentazioni pubbliche sia verso l’interno che l’esterno dell’azienda. Il corso che proponiamo permette di dotare i partecipanti di strumenti efficaci di comunicazione/presentazione, di aiutarli nell’esprimere al meglio le proprie skills di comunicazione durante le presentazioni ufficiali, facendo leva sui punti di forza e identificando quelli di miglioramento, nonché presentare anche “i numeri” in modo efficace ed efficiente senza essere ridondanti di inutili informazioni che appesantiscono una presentazione in pubblico. Il percorso alterna aspetti teorici ad aspetti pratici e a simulazioni concrete d’aula. Uno degli strumenti più efficaci è la videoripresa dei partecipanti durante la simulazione di una presentazione. Tutti i dettagli, qui.

Preparare presentazioni efficaci

Naturalmente la base per una buona performance, è una presentazione realizzata con cura. Il percorso didattico nasce proprio dall’esigenza di potenziare e ottimizzare l’efficacia comunicativa di report, progetti e iniziative da condividere con vari interlocutori. In particolare focalizzarsi su due aspetti considerati dal management fondamentali: sintesi e layout delle presentazioni (sintesi ed efficacia dei focus-messages) e stile di comunicazione persuasivo. Obiettivo del corso è imparare a focalizzare i key messages raggiungendo immediatamente l’obiettivo della presentazione. Tutti i dettagli, qui.

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