Project Description

Obiettivi

Il percorso è rivolto a persone che ricoprono ruoli di Responsabili di medio-alto livello e che hanno già partecipato a corsi di formazione sulle soft skill e necessitano ora di capitalizzare le competenze acquisite misurandosi su casi specifici della propria vita quotidiana.
Riuscire a ridefinire al meglio le proprie aree di miglioramento, lavorando su casi concreti ed individuali che ancora non sono adeguatamente risolti e su cui il Coachee fatica ad applicare modelli manageriali acquisiti con la formazione precedente.

Modalità

Sessioni individuali di circa due ore di mentorcoaching, all’interno di un percorso di circa 5sessioni per ogni partecipante.

Pertanto non esiste un contenuto definito a priori nel programma del percorso, o una soft skill predefinita, ma viene di volta in volta identificato dal partecipante sulla base delle sue priorità aziendali, organizzative e comportamentali.

Un singolo caso potrà comportare un impiego superiore ad una sessione o esaurirsi nella stessa.

In ogni caso, alla fine di ogni sessione verrà identificato e creato un action plan ben strutturato nei tempi e nei modi, che verrà poi verificato nella sessione successiva.

Difficile quindi per il partecipante “scappare” dalle proprie responsabilità e soprattutto una sfida sulla propria efficacia realizzativa.

Metodologia

Grazie alla pluriennale esperienza dei coach in ambito aziendale in ruoli di top management, accanto alla metodologia tipica del coaching verrà applicata l’esperienza di gestione di problemi complessi di tipo aziendali, attraverso i suggerimenti e la condivisione esperienziale tipica più del ruolo del mentore che ha già vissuto problematiche analoghe e ha già più volte affrontato problematiche aziendali risolvendole.

In sintesi: coaching sui comportamenti – mentoring sugli obiettivi aziendali.

Casi su cui si è soliti applicare questo modello

Nelle più recenti esperienze di applicazione di questo nuovo format, i casi che più frequentemente ci sono stati posti sono:

  • Casi specifici di collaboratori difficili.
  • Gestione di consulenti esterni
  • Gestione di collaboratori che hanno un riporto unicamente funzionale e non gerarchico.
  • Gestione della relazione verso l’alto, capire il proprio responsabile per adattarsi al suo modello relazionale
  • Modalità di gestione di una riunione a cui partecipano persone di elevato livello gerarchico.
  • Gestione della relazione con i colleghi.
  • Organizzazione di uno specifico obiettivo sviluppandolo con un action plan ben definito.
  • Conflitti organizzativi e identificazione delle cause e delle possibili soluzioni
  • Gestione delle priorità di alcuni processi
  • Piano di sviluppo di alcuni collaboratori ad alto potenziale: come gestire la loro crescita passando dal compito alla delega.
  • Motivare i collaboratori che hanno perso la motivazione a causa di pregresse situazioni lavorative in azienda
  • Modalità operative inefficaci su alcune aree di attività
  • Proprie specifiche aree di miglioramento comportamentale emerse da assessment, altri corsi, etc. e verifica dei casi pratici in cui effettivamente si sono rivelate inefficaci, con conseguenze sulla propria immagine in azienda.
  • Creazione di un modus operandi unico all’interno del proprio team.
  • Come costruire un induction training su collaboratori nuovi che arrivano nel team.
  • Come capire le competenze dei propri collaboratori.
  • Come gestire il proprio tempo dividendolo fra: gestione del singolo, gestione del team, e gestione del task.
  • Come prepararsi a gestire un team di cui si diventerà a breve responsabile dopo una job rotation.
  • Come prepararsi al proprio ruolo di nuovo leader

La lista non è naturalmente esauriente, ma sono esempi di casi già ampiamente affrontati con dipendenti di importanti aziende italiane e non.

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